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Lucas Hagin
2 giugno 2025

Studio recente: il museo a confronto con altre istituzioni

L'Istituto per la ricerca museale ha pubblicato uno studio sul potenziale di fiducia dei musei in Germania. Quanta fiducia godono i musei rispetto ad altre istituzioni? Il personale museale ha motivo di rallegrarsi.

Uno studio dimostra che il museo gode di grande fiducia

Agli intervistati sono state presentate in ordine casuale le 11 voci e ciascuno di essi ha potuto assegnare a ciascuna di esse un punteggio di affidabilità compreso tra 1 e 10. La media complessiva di tutte le valutazioni espresse per l’insieme delle voci è pari a 5,7.

Un grafico mostra una scala da 1 a 10 sull'asse Y e diverse istituzioni e categorie dell'ambiente personale sull'asse X. Le categorie spaziano dai media di servizio pubblico alle chiese e alle comunità religiose, fino alle ricercatrici. Secondo il grafico, i musei sono considerati particolarmente affidabili e si collocano al secondo posto, subito dopo la famiglia e gli amici.
Estratto dallo studio "Il capitale nascosto: la fiducia nei musei in Germania", 2024.

Nel contesto personale e istituzionale, i musei godono della massima fiducia dopo la famiglia e gli amici e prima degli studiosi e dei media. Ottengono i livelli di fiducia più elevati tra tutte le istituzioni pubbliche.

Un grafico mostra una scala da 1 a 10 sull'asse Y e diverse tipologie di musei sull'asse X. Secondo i dati, i musei di storia naturale, scientifici e tecnologici sono percepiti come particolarmente affidabili.
Estratto dallo studio "Il capitale nascosto: la fiducia nei musei in Germania", 2024.

Quali musei sono particolarmente affidabili? I musei di scienza e tecnologia e i giardini botanici sono in cima alla classifica di affidabilità, seguiti a ruota dai musei di storia naturale. I musei d’arte si collocano nella media.

Perché i musei sono importanti?

Abbiamo bisogno della fiducia sociale per convivere in società complesse. Senza fiducia, la democrazia non è possibile – e i musei hanno il potenziale per rafforzare il senso di appartenenza sociale. Ciò dimostra ancora una volta quale responsabilità ricoprano i musei e gli studiosi.

Con quale frequenza le persone vanno al museo?

L'attuale sondaggio ha esaminato anche la frequenza delle visite negli ultimi 12 mesi. Ecco i dati più importanti:

👉 Il 6,0% ha visitato un museo almeno una volta ogni trimestre
👉 Il 35,1% ha visitato un museo almeno una volta
👉 Il 47,7% non ha visitato alcun museo negli ultimi 12 mesi
👉 Il 5,3% degli intervistati non frequenta affatto i musei

Le autrici dello studio constatano che i musei godono di un credito di fiducia: anche tra le persone che non frequentano i musei, questi ultimi ottengono un elevato grado di affidabilità. Tuttavia, si riconoscono alcuni modelli: maggiore è la frequenza delle visite, più elevati sono i livelli di fiducia dichiarati.

Le ricercatrici lo esprimono con cautela: tuttavia, la conclusione che si evince dai dati è che i musei stanno già svolgendo un buon lavoro in termini di contenuti per raggiungere il loro pubblico abituale. La sfida consiste però nell’attirare più spesso i visitatori occasionali nei musei (e possibilmente anche nel convincere le persone che «non vanno mai» al museo).

Assumersi le proprie responsabilità: i musei nell’era digitale

Accontentarsi dei consensi anticipati non è certamente un’opzione. Abbiamo bisogno di approcci innovativi per rendere i musei ancora più attraenti – e di un lavoro di qualità per essere all’altezza della fiducia riposta in noi. Mentre la società nel suo complesso sta attraversando una fase di profondo cambiamento, i musei possono assumersi le proprie responsabilità e garantire di rimanere rilevanti anche in futuro.

Patrick Karpiczenko lo ha descritto recentemente in un articolo sulla cultura e l’intelligenza artificiale nei seguenti termini: «Chi infatti non sta al passo con la trasformazione, non può contribuire a plasmarla e alla fine si troverà di fronte a un fatto compiuto».

Fonte: Istituto per la ricerca museale (Kathrin Grotz, Prof.ssa Dr. Patricia Rahemipour)